Diario di un perdigiorno

mercoledì, 26 marzo 2008

Carpegna

In questa ridente località montana, nota per l'aria salubre, il prosciutto e il monte che Pantani scalava per allenarsi, il caro Francesco ha una casa che per lui significa molto di più di un luogo per ritemprarsi dal vivere cittadino.

Ormai sono diversi anni che il Perdigiorno approfitta dell'ospitalità. I luoghi vicini meritano lunghe passeggiate. Quest'anno poi grande era la confusione avendo nevicato a Pasqua.  Allora via: si crea un pupazzo di neve, ci si lanciano palle di neve, si cammina in una nevicata che ci rinfresca le idee.

A casa ci attende il camino. Il Perdigiorno vi si perde ammirando il fuoco, e consumando gran quantità di legna. Lì davanti si parla distesi e si capisce che c'è qualcosa di più dei nostri "Io".


scritto da: GianGiorno alle ore 11:04 | link | commenti (6)
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Commenti
#1   26 Marzo 2008 - 11:20
 
UN SALUTO, E BUONA GIORNATA!
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#2   26 Marzo 2008 - 13:37
 
Nulla è più magnetico del fuoco acceso. Ho un camino anch'io e in alcuni istanti mi ci perdo l'anima, i ricordi, la memoria. Il fuoco cattura e permette di andare oltre il nostro stesso "io".Bel post. Bello davvero.
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#3   26 Marzo 2008 - 14:04
 
giorni impagabili
ciao carissimo
L.
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#4   26 Marzo 2008 - 16:05
 
Camino, vino e una bruschetta al prosciutto.. la neve fuori....
Ma cosa vuoi di più dalla vita???
Un lucano ci stonerebbe anche!
Una abbraccio!
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#5   26 Marzo 2008 - 20:31
 


vany
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#6   30 Marzo 2008 - 18:44
 
penso anche io che davanti al fuoco, persi a guardare le braci, si scopre che ci sia più del nostro io!

il ritorno al quotidiano è stato piuttosto impestato da guai assortiti, ma quella sensazione non la dimentico, mi dà forza!

sai quanti architetti ci si incaponiscono sull'importanza del camino, del fuoco?

besos,f.
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