Lungo la strada che prende il nome di via del Tesoro, è bello passeggiare. Attorno c'è la campagna lavorata con la regolarità dei campi. A ridosso della strada, frequentata ora anche da gente che corre a piedi o in bici, appaiono alcuni papaveri.
Nei campi non ci sono più a punteggiare di rosso il grano, danno fastidio. Allora spuntano ai bordi della strada e al confine del campo.
Ci avvertono che la loro forza e bellezza non è sconfitta.
E' il titolo di una canzone di Bruce Springsteen. Il Perdigiorno è un pò deboluccio in inglese ed è un peccato. Capire i testi oltre la musica e le immagini dei video, sarebbe una bella conquista.
Tant'è, resta il fascino nel video, come in molte immagini viste di recente che riguardano gli Stati Uniti, dei treni in movimento.
Il treno è il mezzo ideale per rappresentare lunghi viaggi, o il ritorno alle radici o alle persone e cose che significano molto per noi.
L'anziana vicina di casa del Perdigiorno esce di casa con il suo cane. Questo,tra i diversi animali che nel tempo le hanno fatto compagnia,è il più vivace. Lei gli dice di non trascinarla, lui ha visto un gatto e si agita.
Appare al balcone un'altra vicina che ha avuto sempre gatti a farle compagnia. "Non è che vuole mangiarmi un gatto?", chiede tra il serio e lo scherzoso.
Il Perdigiorno si augura che non accada nulla di grave. Queste signore sono due buone persone che amano gli animali, anche se di specie diversa, e questo le accomuna amichevolmente. Sarebbe spiacevole l'incidente tra i loro affetti speciali.
Sono tanti i colori che illuminano in maniera vivace la palla di vetro sovrastata da una graziosa fatina.
E' stata una bella sorpresa, rivelata appena ho inserito le batterie a bottone.
Da un pò di tempo il Perdigiorno ritiene utile alla sua esistenza, trovare o ricevere in dono le palle di vetro con neve.
Nevica forte nelle palle di Berlino e Roma, molto meno, sorprendentemente, a Bolzano e Gubbio.
Intanto il globo della fatina impazza di colori.
Anche stavolta è andata, non bene per quanto riguarda le idee politiche del Perdigiorno.
Votare è una conquista importante che ci è stata consegnata da chi ha dato il sangue per ottenere questa libertà.
Agli eletti la responsabilità di risollevare le sorti di un paese,l'Italia, parte di un mondo che ci chiede più giustizia e rispetto.
Se non sarà così, andremo a Roma mostrando con orgoglio la tessera elettorale timbrata, sorta di scontrino utile per cambiare eventuale merce avariata.
La zia ci vede passeggiare dalla finestra e ci invita a salire in casa.
Ci accoglie il canto forte e insistito di un vivace canarino.
Dalle finestre si vede il panorama della campagna, luogo di intensi ricordi per la zia.
Il caffè servito con crostata, cioccolatini, e l'uovo di Pasqua vinto alla riffa del macellaio.
Parole semplici ricche di sincerità.
Troppo di rado il Perdigiorno perde il tempo in piazza.
Qui protagonisti sono i piccioni che si avvicinano cautelosi in cerca di chissà che briciole.
Arrivano poi bambini che cercano di agguantarli, e mi chiedo: se li prendessero poi che succede?
Bambine urlanti inseguono bolle di sapone soffiate dalle loro mamme.
Anziani si siedono nelle panchine stupiti, quasi increduli del loro esserci.
Passaggio di uomini e donne indaffarati, una coppia con un lui altissimo, lei una bambolina e il passeggino..che famigliola singolare.
La piazza è indubbiamente un'osservatorio senza pari, dotata di eleganti panchine perdipiù.
Il Perdigiorno entra in tabaccheria-edicola-cartoleria-ricevitoria e resta sorpreso vedendo diversi clienti impegnati a grattare le cartelline dei vari portafortuna, miliardario, gioca che vinci sicuramente, insisti dai che vincerai!!
Va per pagare ed entra una signorina che, a quel che dice, fa tappa in tutti gli spacci di illusioni che incontra sulla sua strada.
Quello che mi chiedo è se uno Stato "biscazziere", si può definire "serio".
In questa ridente località montana, nota per l'aria salubre, il prosciutto e il monte che Pantani scalava per allenarsi, il caro Francesco ha una casa che per lui significa molto di più di un luogo per ritemprarsi dal vivere cittadino.
Ormai sono diversi anni che il Perdigiorno approfitta dell'ospitalità. I luoghi vicini meritano lunghe passeggiate. Quest'anno poi grande era la confusione avendo nevicato a Pasqua. Allora via: si crea un pupazzo di neve, ci si lanciano palle di neve, si cammina in una nevicata che ci rinfresca le idee.
A casa ci attende il camino. Il Perdigiorno vi si perde ammirando il fuoco, e consumando gran quantità di legna. Lì davanti si parla distesi e si capisce che c'è qualcosa di più dei nostri "Io".
Questa per il Perdigiorno, che non ha intenzione alcuna di essere blasfemo, è stata una settimana di passione. Ora tutto si è risolto e sento che sarà una Buona Pasqua.
Auguri a tutti voi che passate
Quando cazzeggiare diventa un'arte...